Mi sento violata… come membro della comunità LGBTQ+, ma soprattutto come persona.
Abbiamo fatto progressi, ottenuto diritti e poi… tutto sembra sfumare in un attimo.
È legale un congresso dove le persone vengono discriminate, dove i diritti uccisi. È legale.
E il Governo lo appoggia.
E mi sembra di vivere in una società in cui tutti se ne sbattono dei tuoi sentimenti… del fatto che tu sei esattamente come tutti gli altri.
Ho paura. Paura di quello che sta succedendo. Paura che tutto finisca come negli anni 40. Paura che loro stessi, quelli che ci fanno studiare storia a scuola per “non dimenticare”, facciano gli stessi errori che si sono fatti in passato.
Contro l’aborto. Contro il matrimonio omosessuale. Contro l’adozione da parte di genitori gay. Contro tutto ciò che è un diritto riconosciuto dall’ONU, ma soprattutto dalla nostra moralità. Dalla nostra umanità.
E mi chiedo dove siamo finiti. Mi chiedo se la dittatura e la discriminazione contro non solo appartenenti alla comunità LGBTQ+, ma anche immigrati e stranieri, siano poi così lontane.
O dietro l’angolo… tremendamente vicine.
E vorrei cambiare veramente le cose… vorrei che questo dolore che sento nel petto, questo senso di vuoto alla bocca dello stomaco, questo intorpidimento degli arti sparisse.
Perché ciò che sento è solo paura.
Con rammarico e tristezza vi saluto.
B.